Tutti gli articoli di Renato De Santis

Informazioni su Renato De Santis

Appassionato di Relazioni Umane Specialista della Comunicazione in Gelateria Fondatore di MarketinGelato

Il Blog di MarketinGelato si ferma qui!

Ciao, questo è l’ultimo contributo al blog di MarketinGelato.

Quando ho iniziato, c’era tanto bisogno di svegliare la coscienza del mondo del gelato.
Me ne accorsi quando nel 2013 partecipai al mio primo Sigep.
Un circo luminoso pieno di effetti speciali, coinvolgente, che ti lasciava sulla pelle un sottile velo di elettricità. Insomma se non avevi una gelateria, ti veniva voglia i aprirla.

Poi torni alla realtà quando la fiera finisce e ricominci a lavorare. Già dal mattino dopo ero a fare il giro dei clienti.e la realtà che vedevo era diversissima da quella descritta al Sigep. Gelatieri, pasticceri baristi, ristoratori. Tutti imprenditori volenterosi, ma molto spesso in sofferenza e soprattutto con una scarsissima propensione al marketing.

Lì, capii che C’era bisogno del blog di Marketingelato.
Potevo portare valore sul mercato fornendo nuove informazioni per comunicare, a questi professionisti il loro lavoro, e a far conoscere la loro attività ai potenziali clienti, ma anche migliorare la comunicazione con i già clienti.

Sono passati sei anni e quasi non me ne sono accorto.

sul blog di Marketingelato ho scritto decine di articoli.
il taglio scelto alla fine è stato quello di “risvegliamo la coscienza”.

Ho regalato nel tempo tanta formazione, chicche e suggerimenti. Il feedback ricevuto alcune Volte mi diceva che forse era troppo presto per queste nozioni.

Sono però arrivate anche le soddisfazioni ed ora è un piacere vedere che molti gelatieri camminano con le proprie gambe, formandosi di continuo e sforzandosi di raccontare al meglio il loro lavoro.

Il fatto di essere diventato nuovamente papà, mi ha fatto riflettere sul principio di accudimento e svezzamento.

Un bimbo appena nato ha necessità che solo un genitore può assolvere, cambio pannolini, allattamento, spostarli anche solo dalla culla al passeggino,

ma appena cresce ed inizia a camminare, beh la musica cambia, ed è li che inizi a svezzarlo, a farlo camminare con le proprie gambe.

Ecco sento di aver fatto questo.
Sento di aver portato allo svezzamento buona parte del mondo gelato.

E’ finita la fase dell’accudimento ed è finito quindi il lavoro per cui è nato il blog Marketingelato

E’ arrivato il momento.

Tutto, a questo mondo, ha un inizio ed una fine.
Da oggi non aggiornerò più il Blog di Marketingelato.

Ormai i miei bimbi sono in grado di camminare da soli.
Ciao… ciao da Renato.

Non farti rubare i soldi da un esperto di marketing!!!

E’ assurdo che oggi, che siamo nel terzo millennio, ci sia ancora qualcuno che ti dica come proporre al meglio il tuo gelato. Proprio tu che hai fatto del tuo mestiere una religione. Tu che conosci le tue clienti meglio dei mariti, i bambini meglio delle loro mamme, e capisci da uno sguardo chi è tipo da doppia panna e chi da gelato vegano.

Tu che sai quali gusti si vendono di più e che sai che basta mettere una foto a settimana su Facebook, per farti arrivare nuovi clienti tutti i giorni.

Non farti infinocchiare!!!

Gli esperti di marketing, questi tizi senza arte ne parte, mica sono come te, che stai sempre a studiare come bilanciare al meglio il tuo gelato. Tu si che sei un artista, dispensatore di bontà golose. E per questo verrai ricompensato nell’aldilà. E’ già pronto il paradiso dei gelatieri, lo sapevi? La tua gelateria è già pronta, sopra una nuvoletta. Non avrai nessun problema di haccp, permessi per i tavolini. I cherubini saranno dietro il banco e faranno tanti coni, ai milioni di santi già in fila, pronti a decantare le odi del tuo gelato.

Invece questi pseudo esperti di comunicazione, che nella vita non si sono sporcati mai le mani, visto che non sanno fare le cose, si mettono ad insegnare (a te poi). Ecco, già lo sai che andranno all’inferno. Per loro già esiste un girone senza corrente e senza rete wifi… (AAAARGGGH).

Resisti alla tentazione

Continua a lavorare come hai fatto fino ad ora. Continua a chiedere “cono o coppetta?”. Continua a preoccuparti di fare i prezzi come quelli della concorrenza. Mi raccomando, incazzati più che puoi se perdi i clienti, perchè non sanno apprezzare la bontà del tuo gelato e vanno al bar a comprare il cornetto algida (che per me è il gelato più buono del mondo). 

Assolutamente non lasciare che qualcuno ti convinca che la tua attività può aumentare o migliorare la comunicazione e quindi i guadagni. 

Attento ai pelati!!!

Poi se viene un tizio (pelato) che ti dice che o fai il gelato oppure ti preoccupi di fare marketing, caccialo urlando dalla gelateria, brandendo il mixer a mò di clava!!!

L’incubo della concorrenza ti toglie il sonno? Dormi scemo!

La concorrenza. Oggettivamente è il secondo problema nella mente di ogni gelatiere, appena dopo le bizze meteorologiche del clima Italiano.

La concorrenza ti preoccupa perchè, anche se è disorganizzata, fa un gelato cattivo e rimarrà aperta solo tre mesi, (crema e cioccolato docet), sai che ti porterà via una piccola parte di fatturato ed anche un paio di secchi di energie mentali. Calmati per favore.

Tutta la concorrenza che hai è un enorme contenitore di informazioni sul prodotto che  TU vendi.

Soffermati a riflettere. La concorrenza racconta il gelato artigianale e tu vendi gelato artigianale. La concorrenza racconta le proprietà della frutta fresca nel gelato e tu vendi gelato con frutta fresca. La concorrenza racconta, il suo gelato vegano, come un prodotto salutare e tu vendi il gelato vegano. Eccetera, eccetera.

Tutta questa comunicazione ha fatto si che il pubblico si  avvicinasse con favore alle gelaterie Artigiane (notare la A maiuscola). 

Ma ora che la concorrenza si è moltiplicata come i pani ed i pesci di Gesù, cosa puoi fare per evitare che si ciucci anche i tuoi clienti?

Per farmi fare 100 passi in più e farmi arrivare da te, che sei più lontano della gelateria che ho di fronte, è fondamentale che io sappia, per certo, che l’accoglienza che riceverò sarà una spanna sopra la media. Non chiedo che la persona dietro il banco sappia il mio nome, ma sicuramente mi piacerebbe conoscere il suo.

Sarebbe bello che ancora prima di ordinare, mi facesse provare un accostamento di nuovi gusti. Se mi cade la panna (perchè sono imbranato), sarebbe bello che mi rifacessero il cono. Un grembiulino usa e getta per il mio bimbo sarebbe cosa gradita.

Un sorriso di benvenuto reale e non di circostanza (la differenza si nota), ed un arrivederci, sono assolutamente d’obbligo, al di là che ci sia una risposta o meno del cliente. Non ci scordiamo che dobbiamo conquistarlo il cliente, non ci è dovuta la sua cordialità. Di lui vogliamo i soldi, poi se è anche educato, tanto meglio.

Fai vivere delle sensazioni che il cliente si ricordi.

Non devo dirtelo io, già sai perchè scegli un ristorante piuttosto che una trattoria. Il bar che scegli la mattina per fare colazione è fondamentale per la buona riuscita della giornata. Scegli un film in base al cast, perchè quegli attori ti hanno fatto vivere delle emozioni fantastiche in altri film .    ( …agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siate sicuri che sognerete…). Mel Gibson in Braveheart

Ecco, anche la concorrenza si racconta e fa vivere delle sensazioni che il cliente si ricorda. Però si racconta in maniera improvvisata e disorganizzata. Quasi mai ha una strategia degna di chiamarsi tale. Tu, puoi batterla, ma devi  pianificare, costruire ed applicare la tua strategia personalizzata. Essere più insistente della concorrenza, più coinvolgente della concorrenza, più attento della concorrenza. Devi diventare come una di quelle piante rampicanti che si attaccano ai palazzi e centimetro dopo centimetro coprono la facciata. Devi sfruttare ogni occasione per parlare di te e della tua gelateria al cliente. 

Non devi dirgli quanto sei fico, deve arrivare a pensarlo da solo.

Questo è tanto più vero quanto è vero che sei una piccola realtà desiderosa di crescere ed arrivare al top! Certo… o ti racconti o fai il gelato… e raccontarsi bene non è facile…ma questa è un altra storia…la mia.

Campagna per il controllo delle nascite (delle gelaterie).

Più di 40.000 micro micro imprese chiamate gelaterie. Più di 40.000 formichine che stanno tutto il giorno li a spartirsi le briciole di una torta ormai stantia.

Allora? Sei d’accordo con me? Siete troppi? Come puoi limitare al massimo l’apertura di nuovi concorrenti ogni anno? Devi renderti unico. Devi dare la percezione di essere invincibile, per come riesci ad attrarre nuovi clienti, tutti i giorni e per come riesci a farli ritornare ancora e ancora e ancora!

Purtroppo questo non possono farlo tutti. O perchè si rifiutano di crescere, credendosi dispensatori della ” GELATOVERITA’ ” o perchè, semplicemente, non ne sono capaci. Di queste 40.000 gelaterie forse solo il 20% raggiunge risultati economici degni di nota. Tutte le altre stanno lì, a far ingrassare le aziende che gli forniscono prodotti e macchinari. (ecco mi sono fatto altri nemici già a metà articolo).

40.000 gelaterie tutte uguali, le une alle altre, con lo stesso modello di business che alla fine del mese regalano gelato ai clienti e soldi allo stato.

Cosa intendo per regalare gelato ai clienti? Te lo dico solo se mi paghi. Per quanto riguarda i soldi allo stato, non devo spiegarti nulla.

 Nel mondo del gelato, movimenti e associazioni preservano questa professione e aiutano la categoria a combattere battaglie contro la burocrazia e le ingiustizie. Ma è sempre vero? Se fosse vero, dovrebbe partire proprio da loro la campagna di riduzione delle gelaterie. Certo, loro provano a salvaguardare il marchio, creando informazione e cultura nella clientela, ma il cliente deciderà di continuare a spendere i suoi soldini, solo nei locali che avranno più fascino per lui, al di là della qualità del gelato. 

I gelatieri non devono contare sui  movimenti per avere visibilità. Non sono i movimenti  che devono raccontarli. Non sono i movimenti  che devono fargli pubblicità. Non sono i movimenti che devono portargli i clienti in negozio. Ma soprattutto non sono i movimenti che creano l’identità che li differenzia dalla massa.

Dentro tutte le associazioni (o similari) ci sono dei gelatieri che sono riusciti a costruirsi una reputazione, non grazie a quel movimento, ma grazie alla loro grandissima capacità di raccontarsi.

Il mondo del gelato ha bisogno di cambiare pelle. I gelatieri   (tra parentesi dico artigiani nell’accezione più positiva del termine), devono decidersi a raccontare loro stessi e quello che producono. Devono rivedere il loro modello di business, essere più coraggiosi e se non sono in grado, allora che imparino, perchè non tutti possono essere salvati e solo i più bravi saranno in grado di essere al top.

Porto l’acqua al mio mulino con questo articolo?

Certo! Non stiamo a smacchiare i giaguari quì!

Baci e abbracci.

Renato

Ogni tanto si può rimanere in silenzio

Tutto il mio lavoro di consulente marketing per le gelaterie è passato per questo blog. Senza gli articoli e i video caricati in questo spazio non sarei mai riuscito a far crescere la mia attività. Dopo Sigep 2018 però, mi sono guardato indietro e quello che ho visto, era un girone dell’inferno dantesco del gelato.

Ho avuto paura !

Si paura di essere risucchiato dentro e di essere classificato come uno spietato “markettaro” pronto a saltare alla gola di gelatieri incapaci di raccontare il loro prodotto. Ma soprattutto ho avuto paura di commettere un grave errore.

Ho pensato molto spesso di essere in grado di aiutare tutti!

Purtroppo non è così. Non tutte le attività di gelateria possono essere aiutate. Alcune sono destinate a fallire, altre a continuare a soffrire in eterno (come appunto in un girone dell’inferno dantesco).

Non pensare che sia diventato matto…

oppure che sia in preda ad una crisi di coscienza. In questi 10 mesi ho comunque continuato a lavorare e c’è stata anche qualche bella soddisfazione. Quando aiuti a raccontarsi dei veri numeri uno della gelateria, capisci che il tuo lavoro è agevolato dalla loro immensa mentalità imprenditoriale, acquisita negli anni insieme alle abilità di maestro gelatiere.

Quando invece ti ritrovi a lavorare insieme ad altri gelatieri, capisci che non puoi farci nulla e loro rimarranno nel tempo sempre gli stessi piccoli artigiani che si credono imprenditori, ma che in realtà hanno solo acquistato un laboratorio e per rimanere in piedi contano i centesimi e fanno il nero (si si il nero).

Per 10 mesi ho silenziato MarketinGelato

Volevo capire bene tutto questo, ma ora MarketinGelato torna on line e a te, che non vuoi essere considerato uno dei tanti, ecco, a te dico che  faremo grandi cose insieme!

Renato.