Qualità del Gelato, “Oggettiva” o “Soggettiva”?

Per rispetto di tutti i consumatori e di chiunque legga queste righe, voglio fare chiarezza. Non voglio far passare il messaggio che siamo una massa di creduloni ai quali si può raccontare di tutto pur di vendere. Ma alla fine dell’articolo sarà chiaro come diventa facile essere incoerenti nella gestione dei messaggi che vengono dati ai mangiatori di gelato.

Il 90% delle gelaterie usa prodotti semilavorati paste e basi pronte. Fino a 4 anni fa liberamente usavano grassi idrogenati. Fino ad un anno fa l’olio di palma era in gran parte dei prodotti che mangiavamo. Si parlava di qualità anche allora ma avevamo dei parametri dettati dal momento ed eravamo convinti di adoperare dei prodotti ottimi.

La frutta fresca, ne vogliamo parlare?
Dove la comprano quelli che la usano? Che provenienza ha? Chi la coltiva e come? Il bio è davvero bio? Il km 0 è sempre sinonimo di prodotti d’eccellenza? Si, il latte fresco, ma le mucche dove hanno pascolato? Ma quanto è grande Bronte? Si si, il tuo pistacchio è certificato, eccetera…eccetera…eccetera…

Oggettivamente, i prodotti di qualità quali sono?
E ci sono?

E una volta che sono nel laboratorio,come vengono manipolati? Si rispettano tutte le norme igienico sanitarie?

Il gelato dopo 2 giorni in vaschetta invecchia,succede con i gusti che vanno di meno, specie in bassa stagione, si espone  a luce,aria, carica batterica. Viene buttato o… viene rimantecato? ( nelle carapine si conserva di più). Queste cose nel loro insieme stabiliscono cosa è un gelato.

Ah…nel 90% delle gelaterie sono presenti nei banchi le creme anidre,( in molti casi le usano senza sapere che si chiamano così),  che del gelato non hanno proprio niente. Scommettiamo che in buona parte di queste gelaterie la parola qualità è ripetuta più e più volte?

Io amo le creme anidre,ma i puristi dell’artigianalità non le considerano essendo un prodotto “bell’e pronto”.

Ma è vero anche che pur  sapendo quali sono le cose che ci fanno bene e quali no, siamo sempre più spesso alla ricerca di una gratificazione. Spiegami altrimenti l’abuso di alcolici, cibi spazzatura, e…

Questa che segue, per me è la definizione di qualità del cliente che entra in gelateria

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“La gratificazione personale è dettata dalla volontà di migliorare la qualità della vita di quel momento.”

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E’ per questo motivo che continuo ad insistere sul discorso della soggettività. I consumatori scelgono la loro gelateria preferita sulla base della “qualità” delle emozioni positive che gli suscita. Ed il gelato è spesso un fattore secondario nella scelta.

Che poi bisognerebbe distinguere in alta qualità o bassa qualità. Tutti noi ciclicamente ci mettiamo a dieta,ma di per sè non vuol dire nulla, perchè tutti siamo a dieta. Dovremmo specificare se la nostra dieta sarà ipocalorica (per dimagrire) oppure iper calorica(per ingrassare). Lo stesso vale per il concetto di qualità.

Infine, vorrei aggiungere una riflessione

Il 10% delle gelaterie usa solo prodotti di qualità,  Però la qualità della nostra alimentazione è dettata anche da quanto mangiamo. Quindi se amico gelatiere mi vuoi bene, perché nel listino hai gelati da passeggio di 400gr?

Una vaschetta la porti a casa di amici e ci si mangia in 2 o 4 o 8, ma un cono con 4oogr di gelato va ben oltre la dose giornaliera raccomandata di zuccheri grassi proteine…(senza calcolare panna, cialdina,  fuso di cioccolato nel cono…o copertura fondente e granelle.

Tutto di prima scelta, per carità, ma il messaggio ai consumatori rimane incoerente,

God Bless you

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