Archivi tag: gelato

Finalmente decidi tu!

Ti è mai capitato da piccolo che mamma decidesse che vestiti dovevi metterti e tu che già ti sentivi grande, ti ribellavi e facevi i capricci fino ad averla vinta?

E’ incredibile come quel sergente di ferro di mia madre non mi abbia mai fatto vincere.Che brutta sensazione di impotenza,spesso me la ricordo e sorrido. Ma quante sberle per quei capricci!

Fino a quando, un bel giorno  cresci e prendi in mano la tua vita e decidi tu cosa metterti addosso.

Lo stesso è successo in tutti gli aspetti della vita, anche nel lavoro  e quando ho preso coscienza di essere cresciuto, ho cominciato a costruire una azienda nella quale decido tutto io, anche chi sono i miei clienti, e quanto farmi pagare.

[feature_box style=”26″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]

Posso chiedere una cosa che riguarda la tua gelateria? Anche tu riesci a sceglierti i clienti?  Chi entra nel tuo locale Gia ti conosce? Gli hai già parlato di te? oggi, anno 2016, capisci l’importanza di questa cosa? Riesco a farti percepire l’importanza di non essere passivo nella gestione della tua attivita?

Questo significa fare un piano marketing con il quale decidi l’identikit dei  tuoi clienti, quanti ne devi avere, quanto ti devono pagare.

Si, hai capito bene. Perchè non puoi decidere il prezzo del tuo gelato sulla base del prezzo medio della concorrenza, ma devi stabilirlo in base al valore che vuoi ti sia attribuito.

[/feature_box]

Ho visto scene abbastanza strane tra gelatieri che volevano uniformare il prezzo del gelato nel quartiere, Questo mi lascia pochi dubbi sull’effettivo impegno che dedicano al loro prodotto. Perchè se hai paura che la concorrenza ti rubi clienti perchè hai un prezzo più alto, allora non ti preoccupi affatto di farti percepire differente dai consumatori, e quello del prezzo è il primo segno di differenziazione che viene messo di fronte al cliente.

Mi spiego meglio. Se vedi il prezzo come unico motivo per perdere il cliente, allora non hai affatto idea di cosa voglia dire differenziarsi dalla concorrenza. Oppure hai una clientela, come si suol dire…di prezzo,e allora sei un pò inguaiato.

Assolutamente massimo rispetto per te ed il tuo lavoro. Posso solo intuire le mille difficoltà nel gestire una gelateria, ma forse è arrivato il momento di percorrere una strada diversa e più profittevole.

A presto

Renato

“Volevo mangiare il baccala alla vicentina “

E’ un mucchio di tempo che dico di approfittare della prima occasione per mangiare il baccala alla vicentina, e ieri sera all’uscita dalla fiera del gelato decidiamo insieme ad alcuni amici colleghi di andare a cena insieme in un ristorante vicino.

In 8 a tavola tutti affamati bramavamo che qualcuno ci portasse da mangiare. Il titolare, molto cortese ci propone del baccalà freschissimo che se vogliamo può cuocerlo alla vicentina.

Bingo. Finalmente potrò dire anche io di aver mangiato il baccalà alla Vicentina. Però è proprio il caso di dire che ho fatto i conti senza l’oste.

30 minuti dopo e con in mezzo un antipasto di mare ci arriva sù un bel piatto di ardesia ,Lui. Bello e profumato mi innamoro subito,ma quì il colpo di scena.

Uno di noi comincia a parlare da solo e ad avere le movenze e le espressioni di  un posseduto da demoni malvagi. Sembrava il Diavolo asperso con acquasanta, si contorceva su quella sedia con una faccia disgustata dicendo frasi tipo “E’ vecchio”, “non lo mangio altrimenti mi sento male”, “Voi fate come vi pare, ma io vi consiglio di non mangiarlo, anzi ora mi vado a lamentare.”

L’amico si alza e sparisce, lasciandoci lì che ci guardavamo in faccia gli uni con gli altri senza sapere cosa dire. Alla fine tutti convinti dalla storia che ci era stata raccontata, decidiamo di non mangiarlo e di farci portare qualcos’altro. Povero ristoratore, gli abbiamo fatto un cappotto di critiche che poteva andarci in Siberia per quanto era spesso.

Salto direttamente alla fine della storia. Questa mattina incontro uno chef rinomato e gli racconto la disavventura,riportando da bravo italiano le mie lamentele, ma lui mi butta giù dal mio trono di criticone e mi dice che il baccalà alla vicentina ha le caratteristiche del prodotto che ci era stato servito e che siamo stati tutti dei polli a non godercelo, ma a rimandarlo indietro.

Ora apparte il fatto che mi sento più stupido di un pollo, e per fortuna mi sono trattenuto dal fare una cattiva recensione su trip, penso di aver imparato una lezione che spesso insegno ma non pratico.

Quello che conta sono le percezioni, e noi ci facciamo un’idea della realtà sulla base di queste. quindi la realtà è la nostra percezione.

Il marketing che fai nella tua gelateria è costruito per far provare percezioni ai tuoi clienti, in modo che sentano di immergersi nella tua realtà ogni volta che varcano la soglia del tuo negozio. Quindi se ancora non ti sei fatto questa domanda, chiediti come vuoi che ti percepiscano i tuoi clienti, ed in base a questa prima domanda, chiediti anche chi vuoi che siano i tuoi clienti

Naturalmente voglio ripeterti il concetto fondamentale che l’unico marketing che funziona per te è quello che racconta la tua verità, la tua missione, il tuo perchè.

A presto.

Renato

 

Il gelato fatto come una volta

Quando vado in vacanza faccio una cosa principalmente, leggo!!!

Approfitto che con la mente sono un pò scarico,e prima di partire passo sempre in libreria a comprarmi un bel libro cartaceo, da gustarmi affacciato su qualche bella insenatura marina nel Salento. Quest’anno però invece di rilassarmi,mi sono entusiasmato!!;dagli scaffali della Mondadori ho preso

[hyperlink style=”1″ href=”http://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&docid=Ug8xxwt7sivbmM&tbnid=1bFa3aLqD4EjBM:&ved=0CAUQjRw&url=http%3A%2F%2Fwww.gromlibro.it%2F&ei=eUVFUsOdIcamtAbWhYHwBw&bvm=bv.53217764,d.Yms&psig=AFQjCNH4ijx9uOG_yApOGHGXv_GVKLX0oA&ust=1380357770369979″ align=”left”]GROM STORIA DI UN’AMICIZIA QUALCHE GELATO E MOLTI FIORI[/hyperlink]

.

[feature_box style=”26″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]

Nel mio settore ,ma credo che sia cosi in tutta la nostra Italia, è pieno di persone  piene delle loro idee ,che sanno tutto loro, che possono insegnare ,ma che non hanno niente da  imparare, che l’esperienza degli anni passati è più che sufficiente per affrontare il futuro ,perchè ormai non c’è più nulla da inventare,ma solo da copiare…etc..etc…etc e specie il mondo della gelateria,pieno di guru e santi graal non fa eccezione anzi conferma più che mai che è proprio così!!!

[/feature_box]

Sono un fanatico di marketing  e quando vedo qualcosa di nuovo specie nel mio settore, divento un bambino goloso con il gelato in mano.

Quel pomeriggio bellissimo di inizio estate passeggiavo per piazza Navona ,con  Simona e mia madre sotto braccio,e presi dalla bellezza di una piazza inondata dal sole quasi andiamo a sbattere  contro un gruppo di persone  in fila per prendersi un gelato…da GROM ,appunto. immediatamente ho realizzato che fino a quel momento come molti miei colleghi non solo avevo parlato e discusso e giudicato GROM senza mai aver mangiato il loro gelato, ma che non ero mai nemmeno entrato in una loro gelateria!!!

Pensato questo  subito ci siamo messi in fila e dopo 10 minuti siamo riusciti ad arrivare davanti al bancone per reclamare il nostro cono.Onestamente ad oggi non ricordo quali gusti ho scelto ,uno era il gusto del mese penso con del latte di capra,ma gli altri non li ricordo,questo perchè rimasi affascinato dal metodo di praparazione dei coni,da come i conisti massaggiavano il gelato a bordo carapina ,da come lo modellavano sistemando i gusti uno sopra l’altro come fosse un palazzo di gelato.Pensai:”E’ una vita che mangio gelato,ma un’opera d’arte su un cono da passeggio non l’avevo ancora visto”.

Visto che c’ero per deformazione professionale ho allungato un occhio al laboratorio a vista, contento di non vedere il pastorizzatore, perchè  questa era una cosa che già sapevo ed era la prima cosa certa alla quale potevo aggrapparmi,ma non sono riuscito a vedere le “famigerate buste chiuse di gelato,che secondo una leggenda metropolitana erano piene di prodotto deidratato che andava allungato con acqua .

Comunque soddisfatto del mio gelato (perchè secondo il mio gusto personale è un buon gelato),un’ora più tardi sempre passeggiando nei dintorni, in una traversa di campo de’ fiori trovo un altro GROM…:”Ma crescono come i funghi?”pensai,però ho avuto l’occasione di fare un esperimento;ho fatto la mia fila,ho osservato i conisti,ho osservato il laboratorio,ho mangiato il gelato….tutto praticamente identico.

[feature_box style=”26″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]

STUPITO,ecco com’ero,stupito nell’animo,in profondità fino in fondo,questa esperienza di un pomeriggio assolato a piazza Navona illumina la mia mente ogni volta che ci ripenso.

[/feature_box]

E poi è venuto il giorno che ho comprato il libro che parla del “gelato fatto come una volta”.Se non hai letto il libro,questa frase sembra una semplice trovata pubblicitaria,che riporta la testa delle persone a qualcosa fatto secondo la tradizione e quindi in maniera genuina senza artifici chimici o industriali,ma il perchè di questa affermazione io lo vedo nel concetto di territorio,nella costruzione di mura mura, l’azienda agricola che rifornisce la maggioranza della frutta per il gelato voluta fortemente da mr Guido Martinetti.

Se ho capito bene,leggendo questo libro -fiaba,non sono gli uomini a fare GROM,ma è GROM a fare GROM!!!

Non è un complicato meccanismo mentale,ma semplicemente il mettere insieme una serie di idee esplose subito ed azioni realizzate con il tempo e la pianificazione.Tra le pagine trovi continue citazioni motivanti e addirittura ricette semplicissime su come fare il gelato da soli a casa.Trovi la brutta storia di un vigile romano che chiede mazzette e le lacrime disperate di un bambino “…Appena assaggia il gelato il bambino ci fa un sorriso…”. E’ un buon libro da leggere con spensieratezza, puoi decidere di credere oppure no  alla grande storia che questi due ragazzi ti raccontano…io ci ho creduto

Renato