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Una telefonata triste come un pomeriggio di pioggia a Novembre.

La titolare di una gelateria voleva dei suggerimenti per rimettere in piedi la sua attività che incassava troppo poco e che se avesse continuato così anche questa estate avrebbe chiuso. Faccio sempre una prima telefonata di consulenza gratuita.

Voglio capire se c’è la possibilità di lavorare insieme. Ma non mi spingo mai in un’analisi approfondita e dettagliata fin da subito. Questo perchè sono in molti a voler consulenze di valore , ma gratis.

Però questa lei mi sembrava davvero disperata.

Non aveva una storia difficile alle spalle. Anzi era felice di costruire qualcosa di nuovo. Qualcosa che la gratificasse, qualcosa in cui esprimere tutta la sua creatività.

Mettendomi una mano sulla coscienza e dimenticandomi del portafoglio, insieme abbiamo cercato cosa non andava nella gelateria.

  1. Aveva rilevato una gelateria che già aveva perso quasi tutti i clienti.
  2. Tutta la sua attenzione era concentrata sulla qualità del gelato. Pochissima sul cliente
  3. Non conosceva con esattezza quanto gli costasse produrre il gelato.
  4. Il prezzo del suo gelato era uniformato (ma anche qualcosa in meno) alla concorrenza
  5. L’unico strumento di marketing era la tesserina raccogli punti.
  6. Aveva comprato un sito vetrina.

Devo continuare? D’altronde chi l’aveva coinvolta era stato molto abile, tipo gatto e la volpe con Pinocchio.

Se capisci quale è il problema sei già a metà strada. L’altra metà è la soluzione, che il 100% delle volte richiede l’uso del denaro.

A questo punto aveva capito perché le cose non funzionassero e la domanda che è uscita dalle sue labbra mi è parsa scontata, quanto è vero che la pioggia è bagnata.

Mi ha chiesto il “classico preventivo” per iniziare a lavorare insieme. Già conoscevo la sensazione di tristezza che avrebbe riempito da li a poco la nostra conversazione.
Ormai era arrivata a raschiare il fondo. Non aveva a disposizione i soldi necessari per costruire una strategia di marketing efficace.

Questa è una storia vera che mi fa incazzare non poco ogni volta che ci ripenso. 

D’altronde siamo umani e gli errori che commettiamo sono sempre dietro l’angolo. Sei d’accordo sul fatto che bisogna spendere soldi per dare degli strumenti al tuo marketing?

Resta solo di armarsi degli strumenti giusti fino a che si hanno i soldi per permetterseli. Dopo diventa solo una lunga strada in discesa, verso il fallimento, lastricata di tanti tentativi  “fai da te.”

Accedere al futuro prima degli altri è un dono

Nel 2005 cercavo un lavoro da fare on line da casa e mi proposero herbalife che però ancora non era strutturata per essere gestita completamente on line. Ne vedevo le potenzialità ma continuavano a dirmi che dovevo bussare alle porte.

Oggi herbalife è una realtà on line del network marketing.

Nel 2011 mentre ero commerciale per un grossista che rifornire gelaterie e insistetti non poco perché si concentrassero sul dare vita ad un e commerce. Oggi dopo 5 anni ogni azienda del settore con fatturati in crescita  sta sviluppando un proprio e commerce

Nel 2013 ho dato vita alla mia attività di consulenza marketing per gelaterie andando contro tutto il mondo che sosteneva bastasse fare un prodotto di “qualità”. Oggi iniziano a spuntare brutte copie di consulenti marketing per gelaterie.

Nel 2015 ho attaccato la monotonia della comunicazione delle gelaterie fatta di foto di vaschette colorate e basta.

Ho anche spiegato che gli algoritmi di facebook danno maggiore visibilità a contenuti che fanno soffermare i visitatori per più di 5 secondi. E questo avviene con i video  Oggi ogni pagina facebook di gelaterie si sforza di girare video oltre che foto. Il risultato è  molto lasciato all’improvvisazione, ma almeno ci provano.

Oggi sto rompendo i cosidetti dicendo che  i contenuti sia on line ma soprattutto offline devono raccontare la storia della gelateria. Costantemente ogni giorno per sempre. E che sia una storia che coinvolga il cliente consumatore…non solo una cronologia di eventi.

Non lo sò. ..magari tra un anno vieni a dirmi che vuoi creare una tua strategia di contenuti per raccontare la storia della tua gelateria. Peccato che tutti vorranno fare la stessa cosa ed avrai perso il tuo vantaggio nei confronti della concorrenza.

Cosa stai trascurando nella tua gelateria?

Domenica con tanto vento e tanta pioggia, dove siamo andati con Simona? Ebbene si, all’IKEA!!!

E a quanto pare non c’eravamo solo noi, ma anche altre svariate migliaia di persone che non volevano passare la domenica a casa. Anche perchè parliamoci chiaro: IKEA è la fabbrica dei sogni di tutti noi. Con quei nomi tutti strani che a pronunciarli sembrano parolacce, ma che vengono portati da mobili e complementi d’arredo con tanta grazia.

Amo andarci perchè sogno ogni volta di rivoluzionare l’arredo di casa, ma il sogno finisce quando inizio a realizzare che devo montarmi tutto da solo. E allora ci limitiamo  a comprare piatti, bicchieri, qualche biscotto e soprattutto prendiamo un muffin con cacao, goccie di cioccolato e cuore di similnutella. Non ci chiediamo se è sano e di qualità. Ci piace ,ce lo mangiamo e ce lo godiamo!

C’è di buono che hanno tutti i bagni che vuoi e prima di rimettersi in macchina facciamo una capatina. Ora voglio fare una domanda ai maschietti che stanno leggendo: Ma quando fate pipì e per così dire vi liberate, non vi viene da alzare la testa? Penso di si perchè altrimenti non si spiega perchè spesso e volentieri non facciamo centro e veniamo accusati di usare lo strumento come un idrante in un incendio.

Allora, non è il mio caso. Sono paragonabile ad un cecchino è per questo che qualche volta distolgo lo sguardo, ed oggi mi è successo di guardare le griglie dell’areazione dentro quel bagno. Completamente ostruite da polvere e laniccia. Ammetto che questo per me è ormai un riflesso condizionato dal lavoro che ho fatto in una vita precedente. per circa 3 anni ho camminato a naso in sù perchè avevo il compito di trovare e pulire le griglie di areazione dentro un ospedale.

Ho iniziato a chiedermi perchè non le pulissero. Si sono dimenticati? pagano una ditta che non si dimostra seria? Risparmiano sulle norme igeniche? Hanno altre priorità? Qualunque sia la risposta giusta, sicuramente è una negligenza. Io ho notato la cosa perchè era il mio lavoro.

E se la stessa cosa succedesse dentro una vostra gelateria? E se aveste il pavimento con dei mattoncini staccati, non credete che tra i vostri clienti ci siano dei mattonatori che noteranno la trascuratezza? E se la vetrina è piena di ditate, vuoi che non ci sia una mamma fissata con la pulizia che nota la cosa? oppure un elettricista che vede una lampadina fulminata o un filo scoperto, o un istallatore che vede un condizionatore vecchio arruginito con i filtri sporchi, o un disinfestatore che guarda negli angoli e vede le trappoline, o un operaio  che vede la perdita d’acqua che viene dal piano di sopra e che macchia il controsoffitto? E se il conista dice ciao ad un nuovo cliente dandogli del tu? che ne sai che quello non è un generale finanziere permaloso?  ( scherzo, io amo i finanzieri).

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L’associazione trascuratezza con la qualità di quello che produci  avviene immediatamente nella mente del cliente. La realtà della tua gelateria è questa. Stai attento su tutto e la gestisci con tanto amore, ma molto spesso ti dimentichi dei particolari, proprio quelli che fanno la differenza.

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Ah, vale anche se servi al pubblico con la parannanza di Giggetto er trucidone de trastevere…

I love you.

Renato

Ondata di suicidi tra i gelatieri.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono completamente diversi da quelli che avevamo nel 2000. 10 anni fà non esisteva  facebook ed internet ancora viaggiava a 56kbit/sec.

Potevi usare la mail, ma dovevi scordarti di condividere foto, figuriamoci video. L’hai potuto fare solo dopo 7/8 anni con i primi iphone e android. Le aziende, le attività commerciali si pubblicizzavano con i cartelloni stradali, con i gadget natalizi (che ancora funzionano), con gli spot sulle radio private (che funzionano a patto che quello che racconti sia interessante).

Oggi è diverso? In parte si perchè ci sono strumenti nuovi che ti permettono di quantificare i risultati di campagne pubblicitarie e riesci cosi  a vedere quanto sono incisive e se stai perdendo o guadagnando soldi. Però la diversità si ferma lì perchè comunque chi ha un’azienda o non fa promozione o paga qualcuno per fare il lavoro al posto suo.

L’approccio di imprese e commercianti rimane sempre troppo distaccato dall’attività di marketing (inteso come promozione). Sempre troppo innamorati del prodotto e molto poco collegati ai consumatori.

Oggi finalmente si è capito che il consumatore vuole essere attratto, vuole ricevere carezze emozionali. In pochissime parole, vuole essere distratto dall’opprimente quotidianità. Mantenere l’atteggiamento di chi tirà sù la serranda e aspetta che il cliente entri, è decisamente autolesionistico (SUICIDA).

Però è ancora diffusissimo. Alcuni esempi sono:

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  • Attività commerciali che usano SOLO facebook ( e non sempre la pagina aziendale, ma il profilo fisico) per parlare con i clienti.
  • Attività con arredi interni vecchi di 15 anni.
  • Attività commerciali che aprono tutt’ora in zone molto popolari( o popolose fai un pò tu), ma con un gran numero di concorrenti diretti.
  • Imprenditori (o presunti tali) che non spendono soldi per la loro formazione professionale e che si accontentano di corsi gratuiti delle aziende fornitrici (quindi tutt’altro che disinteressati e gratuiti).

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E’ inutile fare domande retoriche (domande di cui si conosce già la risposta) a questi commercianti, a questi imprenditori. Non serve chiedergli come stanno andando gli affari. Nonostante la moderna tecnologia stia fornendo loro strumenti che da bambini guardavamo nei film di fantascienza, si ostinano a seguire filosofie PRODOTTO-CENTRICHE..

La vera differenza la stanno facendo aziende che affiancano il loro nome (BRAND) alla filosofia dell’azienda, non il prodotto.Non serve che faccio degli esempi di aziende nel tuo settore, puoi benissimo farlo da solo. Pensa al tuo concorrente più forte e capirai cosa intendo.

Il modo corretto di muoversi oggi più che mai è quello di prendere la propria azienda e portarla ai consumatori, senza aspettare il contrario.

Renato De Santis

Aritmetica di una strategia di marketing

Partiamo dal presupposto che la matematica ed io siamo di due pianeti diversi, un pò come gli uomini che vengono da Marte e le donne da Venere. Per questo vedere addizioni o qualsiasi operazione scaturisce in me un sorta di psoriasi psicosomatica. Però non se ne può fare a meno, ed allora eccomi quì a sommare due fattori per spiegare quella che è una strategia di marketing.

Fattore #1 : I CONTENUTI.

Tutti ( si gelatiere anche tu), producono dei contenuti con il proprio lavoro. Ogni azione quotidiana è un contenuto creato. Dal tirare su la saracinesca al far partire i frigoriferi, dal firmare una bolla di consegna del corriere che ti aspetta davanti al negozio. cominciare a preparare il gelato, smadonnare con il rappresentante perchè ha sbagliato l’ordine. Parlare con i primi clienti del giorno per avvisarli delle novità del giorno, uscire da dietro il bancone per dare personalmente il gelato ad un bambino troppo piccolo. Vuoi che continui fino alla fine della giornata?
Questi sono tutti contenuti della tua attività che potresti serenamente usare per raccontare e raccontarti a tutti i clienti. Sono tutte frecce al tuo arco per creare e rafforzare il tuo BRAND, il tuo PERSONAL BRAND. Potresti …ma quante volte lo fai? I contenuti non sono le foto delle tue opere (si ok anche quelle) torte, gelati, centinaia di foto di vaschette che per un daltonico sono solo bianche o nere. Un ottimo spunto che mi viene ora potrebbe essere quello di far finta che tutti i clienti siano daltonici e quindi se posti una foto cosa gli trasmetti?
Rileggi quello che ho scritto 13 righe sopra. Tutti questi contenuti si perdono nella frenesia di una giornata, ma se li registri? Se trovi il modo di raccontarli ai tuoi clienti? Quello che ci stanno togliendo questi tempi moderni è il piacere di assaporare la normalità della vita. Siamo sempre più in cerca dell’occasione per stupire, e cosa c’è di più semplice e coinvolgente della normalità in una società di fenomeni (generazione di fenomeni per dirla alla Gaetano Curreri).
Si è scoperto l’arcano, e cioè che ci appassionano le storie,vogliamo che qualcuno ce le racconti, vogliamo che ci sia un eroe, un cattivo, ed una morale. Ci identifichiamo nelle storie, nel suo contenuto, e chi ce le racconta è il contenitore.

Fattore #2 :IL CONTENITORE

La tv è un contenitore, i media , i social, sono contenitori. Ma senza allontanarci tanto, direi che il primo contenitore sei tu. il Primo contenitore è il tuo negozio.Il primo contenitore è il tuo gelato. Hai una responsabilità diretta sulle storie che racconti ogni giorno, perchè ancora prima di scattare una fotografia, o girare un video, e preoccuparti di postarlo su Instgram, devi raccontarlo a quella simpatica coppia di fidanzati che festeggia il loro primo mesiversario con una coppa di gelato. Devi raccontarlo alle classi delle scuole elementari, così gli racconti di quanto il tuo cioccolato al latte è più buono della nutela(ho tolto una L apposta). Devi raccontarlo agli impiegati che vogliono pranzare con il tuo gelato.
Lasciarsi fagocitare da bilanciamenti e mantecazioni è la morte di tutte le gelaterie. In quel preciso momento hai innescato il conto alla rovescia per la fine della tua attività. Probabilmente credi che la cosa non ti riguardi perchè hai una gelateria al mare e devi spingere come un matto quei 3 mesi e non hai il tempo neanche di respirare. Trovare il tempo è una assicurazione per il futuro della tua attività.
Il contenitore è uno strumento che dispensa storie, comunica e riceve informazioni dai clienti. Che sia tu o un social come Facebook, la sua ragione di essere sta nel mantenere aperto, vivo e frizzante un canale diretto. Una strategia di marketing è fatta anche e sopratutto da tutta una serie di piccoli gesti ripetuti 365 giorni l’anno. E’ in quel momento che capisci di essere un Imprenditore Gelatiere.
Renato De Santis