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Il Blog di MarketinGelato si ferma qui!

Ciao, questo è l’ultimo contributo al blog di MarketinGelato.

Quando ho iniziato, c’era tanto bisogno di svegliare la coscienza del mondo del gelato.
Me ne accorsi quando nel 2013 partecipai al mio primo Sigep.
Un circo luminoso pieno di effetti speciali, coinvolgente, che ti lasciava sulla pelle un sottile velo di elettricità. Insomma se non avevi una gelateria, ti veniva voglia i aprirla.

Poi torni alla realtà quando la fiera finisce e ricominci a lavorare. Già dal mattino dopo ero a fare il giro dei clienti.e la realtà che vedevo era diversissima da quella descritta al Sigep. Gelatieri, pasticceri baristi, ristoratori. Tutti imprenditori volenterosi, ma molto spesso in sofferenza e soprattutto con una scarsissima propensione al marketing.

Lì, capii che C’era bisogno del blog di Marketingelato.
Potevo portare valore sul mercato fornendo nuove informazioni per comunicare, a questi professionisti il loro lavoro, e a far conoscere la loro attività ai potenziali clienti, ma anche migliorare la comunicazione con i già clienti.

Sono passati sei anni e quasi non me ne sono accorto.

sul blog di Marketingelato ho scritto decine di articoli.
il taglio scelto alla fine è stato quello di “risvegliamo la coscienza”.

Ho regalato nel tempo tanta formazione, chicche e suggerimenti. Il feedback ricevuto alcune Volte mi diceva che forse era troppo presto per queste nozioni.

Sono però arrivate anche le soddisfazioni ed ora è un piacere vedere che molti gelatieri camminano con le proprie gambe, formandosi di continuo e sforzandosi di raccontare al meglio il loro lavoro.

Il fatto di essere diventato nuovamente papà, mi ha fatto riflettere sul principio di accudimento e svezzamento.

Un bimbo appena nato ha necessità che solo un genitore può assolvere, cambio pannolini, allattamento, spostarli anche solo dalla culla al passeggino,

ma appena cresce ed inizia a camminare, beh la musica cambia, ed è li che inizi a svezzarlo, a farlo camminare con le proprie gambe.

Ecco sento di aver fatto questo.
Sento di aver portato allo svezzamento buona parte del mondo gelato.

E’ finita la fase dell’accudimento ed è finito quindi il lavoro per cui è nato il blog Marketingelato

E’ arrivato il momento.

Tutto, a questo mondo, ha un inizio ed una fine.
Da oggi non aggiornerò più il Blog di Marketingelato.

Ormai i miei bimbi sono in grado di camminare da soli.
Ciao… ciao da Renato.

Campagna per il controllo delle nascite (delle gelaterie).

Più di 40.000 micro micro imprese chiamate gelaterie. Più di 40.000 formichine che stanno tutto il giorno li a spartirsi le briciole di una torta ormai stantia.

Allora? Sei d’accordo con me? Siete troppi? Come puoi limitare al massimo l’apertura di nuovi concorrenti ogni anno? Devi renderti unico. Devi dare la percezione di essere invincibile, per come riesci ad attrarre nuovi clienti, tutti i giorni e per come riesci a farli ritornare ancora e ancora e ancora!

Purtroppo questo non possono farlo tutti. O perchè si rifiutano di crescere, credendosi dispensatori della ” GELATOVERITA’ ” o perchè, semplicemente, non ne sono capaci. Di queste 40.000 gelaterie forse solo il 20% raggiunge risultati economici degni di nota. Tutte le altre stanno lì, a far ingrassare le aziende che gli forniscono prodotti e macchinari. (ecco mi sono fatto altri nemici già a metà articolo).

40.000 gelaterie tutte uguali, le une alle altre, con lo stesso modello di business che alla fine del mese regalano gelato ai clienti e soldi allo stato.

Cosa intendo per regalare gelato ai clienti? Te lo dico solo se mi paghi. Per quanto riguarda i soldi allo stato, non devo spiegarti nulla.

 Nel mondo del gelato, movimenti e associazioni preservano questa professione e aiutano la categoria a combattere battaglie contro la burocrazia e le ingiustizie. Ma è sempre vero? Se fosse vero, dovrebbe partire proprio da loro la campagna di riduzione delle gelaterie. Certo, loro provano a salvaguardare il marchio, creando informazione e cultura nella clientela, ma il cliente deciderà di continuare a spendere i suoi soldini, solo nei locali che avranno più fascino per lui, al di là della qualità del gelato. 

I gelatieri non devono contare sui  movimenti per avere visibilità. Non sono i movimenti  che devono raccontarli. Non sono i movimenti  che devono fargli pubblicità. Non sono i movimenti che devono portargli i clienti in negozio. Ma soprattutto non sono i movimenti che creano l’identità che li differenzia dalla massa.

Dentro tutte le associazioni (o similari) ci sono dei gelatieri che sono riusciti a costruirsi una reputazione, non grazie a quel movimento, ma grazie alla loro grandissima capacità di raccontarsi.

Il mondo del gelato ha bisogno di cambiare pelle. I gelatieri   (tra parentesi dico artigiani nell’accezione più positiva del termine), devono decidersi a raccontare loro stessi e quello che producono. Devono rivedere il loro modello di business, essere più coraggiosi e se non sono in grado, allora che imparino, perchè non tutti possono essere salvati e solo i più bravi saranno in grado di essere al top.

Porto l’acqua al mio mulino con questo articolo?

Certo! Non stiamo a smacchiare i giaguari quì!

Baci e abbracci.

Renato

In Gelateria basta spingere i pulsanti giusti?

Soddisfatto dei risultati che hai ottenuto questa stagione con la tua gelateria? Magari si o forse… no?

Magari avresti voluto occuparti più del marketing e della promozione della gelateria. Volevi giocare d’anticipo, perchè sapevi che prima o poi la concorrenza sarebbe diventata un problema,  ma sei stato troppo tempo chiuso in laboratorio a produrre il gelato, e quindi tutti i buoni propositi che ti sei dato all’inizio della stagione, sono andati a farsi benedire. Si sicuramente hai avuto le tue soddisfazioni, però ti rendi conto che potevi raccogliere molto di più.

E’ anche vero che le giornate sono di 24 ore e tutto non si può fare. Ma come fanno allora gli altri? Il tuo concorrente che ha la fila ma fa un gelato pessimo, mentre tu che ti ostini a portare avanti la tua filosofia di gelato artigianale, fatto solo con materie prime di qualità, fai una fatica immensa per convincere i consumatori della bontà del tuo gelato.

Oppure sempre quel concorrente che finalmente dopo dieci anni ha deciso di rinnovare il locale, ora si ritrova ad avere il pienone tutti i giorni, mentre prima faceva fatica a pagare l’affitto.

Come può essere possibile questa ingiustizia?

Sai a forza di ripetere che ormai siamo in guerra e solo chi urla più forte riesce a farsi sentire, comincio ad odiare questa idea e comincio anche ad odiare me stesso. Però è vero. La tantissima informazione (o presunta tale) a cui siamo sottoposti ci porta come consumatori ad essere attratti sempre più da quello che sotto il nostro naso viene esaltato e messo in evidenza.

Ed ecco che un gelato mediocre, in una coppetta personalizzata, diventa “DIVINO” e un cono gelato, prodotto con basi pronte  e paste scadenti, con una copertura di cioccolato diventa irrinunciabile per  tutto il quartiere.

Per carità non credere che stia offendendo l’intelligenza del consumatore. E’ vero che c’è sempre una maggiore attenzione dei consumatori a quello che mangiano , ma siamo ancora lontanissimi dal risultato fnale, e quindi succede che i consumatori vengono attratti ancora dalle lucciole, anche perchè non hanno strumenti certi per riconoscere la bontà assoluta di quello che mangiano. Gli rimane solo la fiducia verso chi gli vende un gelato.

E la triste verità è che la fiducia può essere comprata.

Comprata con una coccola, comprata con un’emozione, comprata con un’esperienza divertente. Comprata con una copertura di cioccolato oppure con una doppia panna, oppure con un fuso di cioccolato. Ma anche comprata con una saletta accogliente e climatizzata. Comprata con una storia raccontata sui social. Comprata stimolando il senso di appartenenza ad una comunità,  una esigenza che abbiamo tutti noi nel DNA.

Quindi tutti possono comprare la fiducia dei clienti, basta spingere i pulsanti giusti. Se ci tieni ai tuoi clienti, e soprattutto ne vuoi di più e selezionati, devi imparare a spingere i pulsanti giusti…oppure devi farlo fare a qualcuno per te.

I dipendenti in Gelateria sono un Peso oppure un’opportunità di Crescita?

Oggi è una domenica di Agosto passata davanti al computer per scrivere questo articolo. Dovrei essere incavolatissimo perchè potrei stare sdraiato come molti in riva ad una spiaggia. Invece sono quasi contento perchè mi sto dando l’opportunità di affrontare un argomento “scottante”.

Non farò molti giri di parole e vado dritto al punto. Regola numero uno, un gelatiere deve guadagnare (possibilmente bene) con il gelato che produce e vende. Regola numero due, il gelatiere  non deve scordarsi mai che è un imprenditore.

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Regola numero tre, ogni imprenditore ha il dovere verso la sua impresa di farla crescere ogni anno sempre di più. Regola numero quattro, per crescere ha bisogno di personale dipendente qualificato e adeguatamente retribuito.

Ma nel caso tu sia ancora quì con me continuo il ragionamento. Per chi sto scrivendo questo articolo? Lo sto scrivendo per quella piccola gelateria di quartiere che si accontenta di incassare durante l’anno l’elemosina della sua piccola clientela affezionata?

Sto scrivendo forse questo articolo per chi decide di aprire una gelateria in un posto dove ci sono già mille altri concorrenti, convinto che basterà fare un buon gelato per sbaragliare tutti?

Sto scrivendo questo articolo forse per chi vuole aprire una gelateria con 7800€?

Non si apre una gelateria perchè hai perso il lavoro, oppure perchè hai la passione per i dolci, oppure perchè senti di dover creare qualcosa di tuo. Una gelateria va aperta perchè vuoi fare impresa e pensi che poi ne aprirai un’altra e poi un’altra ancora. Oppure dovrà essere una gelateria che porterà dei guadagni all’altezza dei tuoi sacrifici.

Quindi devi pianificare tutto questo prima di partire. Cercando di capire se hai i soldi per farlo. Cercando di capire se hai le capacita per organizzare tutto. Non basta assolutamente la voglia di fare. Bisogna anche saper fare.

La realtà è che in Italia esistono aziende sane che fanno affari rispettando le regole, e queste aziende (anche piccole) hanno dei dipendenti formati e giustamente retribuiti. Purtroppo il mondo del commercio ha trasformato le esigenze dei consumatori che oggi vogliono acquistare un emozione e non un prodotto.

Il tuo personale deve essere formato per far provare questa emozione al tuo cliente. Fino a che la selezione avviene in maniera approssimativa, oppure le uniche informazioni che ricevono sono quelle di cosa c’è dentro ogni singolo gusto e basta, non riuscirai a fare la differenza in maniera seria.

Consigli sugli accostamenti dei gusti, degustazioni solo apparentemente improvvisate in un angolo del negozio. la risposta pronta alle critiche o ai complimenti, la richiesta di una recensione, coinvolgimento nella creazione dei contenuti social. in poche parole, devono diventare dei moltiplicatori di risultati. Ecco questi sono alcuni degli obblighi che un dipendente preparato deve fare suoi.

Naturalmente anche la formazione del tuo personale deve essere messa nel budget a tua disposizione. Budget economico e budget di tempo.

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Molti hanno le chiavi della macchina del fango!

Purtroppo si sta avverando qualcosa di molto brutto. Il mondo del gelato si sta riempendo di primedonne. Tutti pronti ad andare in televisione. Tanti piccoli Cracco impegnati a creare  il loro Brand di belli e dannati. Ognuno è sempre più dispensatore di verità assolute. Rilasciano interviste parlando male dei colleghi e della categoria. Messia predicatori della religione del gelato. Creatori di accademie e sette depositarie del sacro gral. Senza tener conto di esperti in nutrizione sempre pieni di opinioni.

I media cavalcano con goduria questa situazione. Conoscono da sempre i benefici che hanno gli ascolti, dall’utilizzo della macchina del fango. D’altronde il detto “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” è un mantra che facciamo nostro da  bravi italiani cinici e malpensatori.

Si anche io ho le chiavi di questa macchina. Ma la uso per parlare male di chi prova a fregare te, caro gelatiere.

Condanno sempre di  più strumenti che promettono di attrarre clienti, renderli fedeli e farti guadagnare di più. Non sono sufficenti gli strumenti, ci vogliono le capacità per usarli e soprattutto bisogna impegnarsi per farli funzionare. da soli non fanno miracoli.

Si la strada è ancora lunga. Sono sempre più convinto di questo, perchè quando mi trovo a spiegare il concetto di costruire dei contenuti che raccontino la quotidianità,  oppure quando illustro i benefici di una strategia di marketing , lo sguardo che ricevo in cambio è tipo:” ma questo da quale manicomio è scappato?”

“Ma come fanno a non capire quello che devono fare?” Troppe volte me lo sono ripetuto, gonfio delle mie idee.

Con il tempo ho però capito che giustamente il mio punto di vista non può essere lo stesso tuo che riversi tutta la passione  ed il tempo nella creazione di qualcosa di magico come un gelato. Mi sto rendendo sempre più conto che parliamo due lingue diverse.

Ho capito che sei sempre di più preoccupato sulle scelte da fare tutti i giorni. La tua attività richiede anche molte attenzioni

  • sulla gestione fisica del locale,
  • della produzione,
  • del personale,
  • dei clienti,
  • del padrone delle mura,
  • del commercialista ed i suoi conti
  • e ora anche la macchina del fango della concorrenza e dei media.

Ora cerchiamo di essere realisti . Ti esponi a questa situazione se non comunichi bene il tuo lavoro. Parla, racconta, comunica, descrivi, fotografa. Porta te stesso  ai clienti che vuoi che acquistino il tuo prodotto. Solo creando una strada di comunicazione con i clienti e percorrendo quella strada tutti i giorni avanti e indietro hai la possibilità di raccontarti e battere la macchina del fango.